Vivere al “confine”

2855381-9788817045377Il racconto della Gruber prende spunto dal ritrovamento del diario della bisnonna Rosa, donna di carattere forte e deciso, “dal viso aperto e generoso, illuminato dagli occhi azzurri”. La vicenda ha come centro la casa di famiglia a Pinzon, “minuscolo villaggio del Sudtirolo” nella Bassa Atesina, sulle alture che dominano l’Adige: l’ambiente è quello di una famiglia di proprietari terrieri, religiosi, fedeli alla famiglia e alla patria, identificata più con l’Austria che con l’Italia. Alle vicende legate strettamente alla famiglia di Rosa si intrecciano drammatici eventi storici: la caduta dell’Impero Asburgico, la Prima Guerra Mondiale, il passaggio del Sudtirolo al Regno d’Italia, l’avvento del fascismo con il conseguente tentativo di eliminare la lingua e la cultura tedesche da questo territorio, la speranza di ritornare sotto l’Austria durante il nazismo, lo scellerato patto tra Hitler e Mussolini. Vi è un passaggio continuo tra passato e presente, con considerazioni personali dell’autrice e descrizioni del suo percorso di ricerca.

L’intenzione della storia è espressa chiaramente: “questo non è un libro di storia. È un libro di memoria e di recupero di un’eredità familiare e culturale che mi appartiene”.

Interessante l’aspetto riguardante la questione sudtirolese-altoatesina, vista con gli occhi di chi ha vissuto questo dramma identitario.

Al termine della lettura ho come l’impressione che la preoccupazione giornalistica e il coinvolgimento nostalgico abbiano un po’ condizionato l’aspetto romanzesco, che risulta frammentario. Molti i “sentieri” narrativi che s’ intrecciano, facendo perdere un po’ di pathos alla storia. Il personaggio più vivo e interessante risulta non tanto Rosa, ma Hella, una dei figli, che lotta per i propri ideali finendo al confino e scegliendo l’adesione alla Germania nazista. Un libro che fa pensare, che ti pone di fronte al fatto che ogni singola vita sia inserita in contesti di cui si fatica spesso a capire il senso.

Il libro è scritto bene, con stile asciutto e immediato.

Lilli Gruber è autrice di diversi best sellers tra cui ricordiamo Chador, America Anno zero, Figlie dell’Islam, ma è nota al grande pubblico soprattutto come giornalista. Dal 2008 conduce su La7 il programma di approfondimento Otto e mezzo e, oltre ad essere stata il primo volto femminile del telegiornale Rai delle ore 20, ha seguito da inviata Rai i principali eventi internazionali, dalla caduta del Muro di Berlino, ai conflitti in Iraq. Ha viaggiato praticamente in tutto il mondo ma non hai mai dimenticato le sue radici, ben salde in Alto Adige, regione splendida e travagliata che essendo terra di confine è stata teatro di tensioni e contraddizioni.

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