Arte al femminile (41)

Abbiamo visto come molteplici siano e siano state le espressioni artistiche femminili: arazzi, miniature, pitture. Un aspetto poco conosciuto è quello dell’incisione, che ha un linguaggio particolare. L’incisione nasce come tecnica per riproduzione in Cina, nell’VIII° sec. dopo Cristo: si eseguono immagini sacre e motivi decorativi incisi su tavolette di legno per riprodurli poi su tessuti. In Italia, nel 1300, si eseguono illustrazioni xilografiche (su legno) per testi religiosi manoscritti e per la stampa di carte da gioco. Intorno alla prima metà del ‘400 in Italia, quasi contemporaneamente a quanto avviene in Germania, la tecnica di incisione su metallo a bulino sostituisce, come procedimento di stampa, quella su legno (xilografia). Il periodo del Rinascimento coincide con la crescente importanza e diffusione dell’arte incisoria. Le botteghe artigiane, in particolare nel Cinquecento, si moltiplicano e si adoperano per la riproduzione e la diffusione di grandi opere d’arte. Il tema dominante è la grande attenzione verso il mondo antico – che allora è conosciuto solo attraverso le rovine monumentali – facendo uno sforzo notevole per ricostruirne le forme architettoniche.

220px-Monogrammista_t.r.,_medaglia_di_diana_guisi,_moglie_di_francesco_capriani_architetto,_detto_il_Volterrano    4753

Scultori_D_Helen_Servants   2_Diana

Diana Scultori nasce a Mantova nel 1547, una delle tre figlie di Giovan Battista Mantovano, incisore alla corte dei Gonzaga. Il padre le dà lezioni di pittura ed incisione e diventa presto conosciuta per le sue bellissime stampe. Lavora con il padre ed il fratello Adamo, pure abile incisore. Fa esperienza anche nella bottega di Giulio Romano, altro incisore importante. Nel 1575 sposa Francesco da Volterra, aspirante architetto. La coppia si trasferisce a Roma, per avere maggiori prospettive di lavoro. A Roma Diana rivela notevoli doti imprenditoriali e sfrutta il fervore artistico della corte papale. Nel 1576 mostra alla corte papale alcune tavole incise, chiedendo e ottenendo il permesso di vendere i propri lavori con il proprio nome: Diana Mantuana o Diana Mantovana. Aiuta anche il marito, ottenendo per lui grandi commesse. Affascinante e attiva, ha molta cura della famiglia, tanto da farsi carico anche della madre vedova e della sorella nubile. Vasari la cita nell’edizione delle Vite del 1568. Nel 1578 dà alla luce un figlio, Giovan Battista, il cui padrino è l’artista Durante Alberti. Durante la loro carriera Diana e il marito vengono ammessi nella Confraternita di San Giuseppe, ma, in quanto donna, Diana vi partecipa solo in modo simbolico. Rimasta vedova nel 1594, si risposa alcuni anni dopo, a 47 anni, con Giulio Pelosi, altro architetto, di 20 anni più giovane di lei. Rimane a Roma sino alla morte nel 1612.

Ha prodotto 62 opere. Molte delle sue incisioni sono state stampate anche dopo la sua morte. Ha inciso sia soggetti religiosi che mitologici. Notevole la perfezione del disegno, il segno nitido e brillante, la cura delle ombreggiature, la vivacità dei movimenti, l’armonia delle composizioni. L’incisione richiede abilità e determinazione, oltre che doti artistiche. Diana ha ottenuto fama di affascinante e talentuoso incisore: la stessa Lavinia Fontana ha usato alcune sue stampe come base per i propri dipinti.

Annunci