Arte al femminile (39)

Olanda e Belgio, uniti nelle Province Unite, fanno parte nel XV° sec. del dominio asburgico. Si distinguono per la loro ricchezza e i fiorenti commerci. La cultura umanistica non è più riservata a pochi centri d’avanguardia, ma si diffonde lungo le vie commerciali: siamo in un periodo di vivace fermento. Il ritratto è il genere più gettonato dalle classi abbienti, volendo ognuno in qualche modo lasciare traccia di sé e della propria condizione.

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Catharina Van Hemessen è contemporanea di Levina Teerlinc e vive nello stesso ambiente fiammingo. Nasce nel 1528 ad Anversa, figlia del pittore manierista Jan Sanders van Hemessen, molto noto, che diventa anche suo insegnante, secondo le modalità del tempo. Ha quattro fratelli: i tre maschi pare siano pure dediti alla pittura, mentre la sorella è una valente musicista. Il padre gode di buona condizione economica, come dimostrano documenti attestanti l’acquisto di beni immobili e porcellane: si occupa anche di commercio. Catharina cresce in un ambiente confortevole, colto e aperto alle novità internazionali. Diventa nota per una serie di piccoli ritratti femminili e maschili, in genere personaggi dell’alta borghesia, collocati su sfondi austeri. È la prima pittrice fiamminga le cui opere sono conosciute con certezza. Nel 1548 dipinge un autoritratto che la rappresenta seduta davanti ad un cavalletto, durante le prime fasi di pittura: il quadro si trova ora alla Offentliche Kunsysammlung di Basilea. Ottiene buona reputazione presso la Gilda di San Luca, corporazione degli artisti, che le rilascia una licenza d’insegnamento e la troviamo come insegnante di tre studenti maschi. Trova in Maria d’Ungheria, infanta di Spagna e reggente dei Paesi Bassi per il fratello Carlo V, un importante mecenate. Nel 1554 sposa Christian de Morien, organista presso la Cattedrale di Anversa, un posto importante a quei tempi. Quando Maria d’Ungheria torna in Spagna, nel 1556, Caterina e il marito la seguono nella sua roccaforte di Castiglia, dove cura la formazione artistica di giovani nobildonne. Alla morte di Maria, nel 1558, Caterina si vede assegnata una pensione consistente, che le permette di vivere con comodità e torna ad Anversa. Viene citata nella Descrizione dei Paesi Bassi del Guicciardini come importante artista vivente. Muore nel 1587 ad Anversa, all’età di 60 anni..

I suoi ritratti sono caratterizzati da grande realismo, una carica intimistica e giochi d’ombre sullo sfondo: i personaggi hanno una tranquilla dignità, conforme ai valori che si stanno diffondendo con la Riforma protestante. Suoi ritratti sono al Rijksmuseum di Amsterdam e alla National Gallery di Londra. Dopo essere stata relegata per tanto tempo a poche righe in pagine di storia dell’arte, nel 2004 le sono state dedicate due monografia, una ad opera di Karolien De Clippel e l’altra di Marguerite Droz-Emmert.

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