Arte al femminile (35)

Un caso particolarissimo in una storia dell’arte al femminile è costituito da Caterina de Vigri, prima pittrice donna ad avere avuto fama mondiale, ma più per la canonizzazione che per le doti artistiche.Il suo corpo, miracolasamente intatto, si trova esposto in una bacheca nella chiesa del Corpus Domini di Bologna.

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Suor Caterina De Vigri nasce a Bologna nel 1413 da Benvenuta Mammolini e da Giovanni de’ Vigri, stimato giurista bolognese. Quando Caterina ha 9 anni la famiglia si trasferisce a Ferrara: suo padre va al servizio di Niccolò III d’Este, che sta costruendo il ducato di Ferrara, Modena e Reggio. Caterina viene educata fin da piccola secondo i canoni del tempo per le giovani di famiglia benestante: studia musica, pittura, danza, impara a poetare e diventa esperta nell’arte della miniatura e della copiatura. A 11 anni diventa damigella d’onore di Margherita, figlia di Niccolò e rimane presso la corte sino al matrimonio di Margherita nel 1426. Nel 1427, in seguito alla morte del padre e al nuovo matrimonio della madre, sola, abbattuta e sconsolata si unisce a un gruppo di giovanette di nobile famiglia, intenzionate a seguire le regole della spiritualità agostiniana nella comunità fondata nel 1406 da Bernardina Sedazzari e diretto allora dalla gentildonna Lucia Mascheroni. Si sa poco di questa comunità laicale, che attraversa un periodo di grave crisi per l’insorgere di problemi e contrasti interni dopo la morte della Sedazzari. Presto il rifugio diventa luogo di sofferenza e travaglio per Caterina, a causa di una gravissima crisi interiore: una “notte dello spirito” che dura 5 anni. Nel 1432 aderisce con alcune compagne alla regola di Santa Chiara e dà inizio alla vita claustrale francescana nel convento del Corpus Domini da lei fondato. Partecipano alla fondazione alcune monache provenienti dal monastero francescano di Santa Paola di Mantova. Diventa lavandaia, cucitrice, fornaia, insieme alla funzione di maestra delle novizie. La regola delle Clarisse prevede preghiera e lavoro. Nel 1456 torna a Bologna, su invito della cittadinanza e delle autorità religiose, portando con sé la madre, rimasta nuovamente vedova. Fonda un monastero con alcune consorelle, che intitola pure al Corpus Domini. Questo monastero diventa in pochi anni un centro particolarmente vivace di vita intellettuale e spirituale. Suor Caterina compone versi di formazione e di devozione, un racconto in latino sulla Passione, un breviario bilingue, un trattatello autobiografico, Le sette armi spirituali. Si dice che abbia apparizioni e rivelazioni e intorno a lei comincia a formarsi un clima di attenzione e devozione. Rimane badessa fino alla morte, il 9 marzo 1463, all’età di 50 anni. Fatto sorprendente è che viene seppellita il giorno stesso della morte nella nuda terra, nell’orto del convento, avvolta in un semplice lenzuolo, ma dopo 18 giorni è dissotterrata e trovata intatta e profumata. Il suo corpo, rimasto integro per cause ancora sconosciute, si conserva ancora oggi nella cappella del Convento di Bologna: Caterina è senza alcuna maschera, seduta su un trono dorato, visibile a tutti e non sigillata. Ha tra le mani un breviario scritto e miniato da lei. È canonizzata da Papa Clemente XI nel 1712, dopo un lungo e laborioso processo, che vede impegnati il Monastero e la città di Bologna. Già in vita è considerata santa: questa voce si diffonde sempre più dopo la sua morte, anche tra coloro che non l’hanno mai vista e la conoscono solo tramite racconti sui suoi miracoli in morte e in vita.

Oltre a miniare codici e i propri scritti, Caterina de’ Vigri dipinge vari quadri di soggetto religioso, custoditi nel Santuario del Monastero del Corpus Domini di Bologna. Un dipinto che ritrae Sant’Orsola con le sue compagne e Santa Caterina inginocchiata davanti a loro si trova nella Pinacoteca nazionale di Venezia. Nel convento è conservata anche la violetta, strumento musicale amato da Caterina.

La sua arte raffinata ed elegante è stata oscurata dalla fama di santità che l’avvolse ancora in vita.

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2 pensieri su “Arte al femminile (35)

  1. Più che un commento, vi chiederei una cortese informazione: chi ha dipinto la seconda e la terza immagine che qui avete inserito, prima della biografia? Mille ringraziamenti anticipati, Anna Cappello.

    • La seconda immagine è in un santino della chiesa parrocchiale di Gallo ferrarese, che ha scelto Caterina de Vigri come patrona: non è indicato l’autore. La terza immagine l’ho trovata pure in un santino riferito a Santa Chiara (la de Vigri faceva parte delle clarisse): si tratta della riproduzione di un’icona che permette di leggere i nomi delle prime seguaci della Santa. Secondo alcuni questa icona dovrebbe trovarsi nel conventino di San Damiano presso Assisi (?). Non ho trovato gli autori delle due immagini, per cui mi dispiace non poter dare dati certi.Grazie dell’interessamento. Buona giornata 🙂

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