Arte al femminile (29)

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Nel XVIII° secolo solo le donne ricche o nobili possono accedere ad un minimo di formazione culturale. Le capacità artistiche (musica e pittura soprattutto) sono considerate più come doti che agevolano la vita in società, che come elementi che portino a una specifica attività “pubblica”. Poche le donne che riescono a lavorare in un atelier e ci riescono in genere per legami con qualche artista famoso. Non fa eccezione alla regola l’artista che presento oggi, anche se è innegabile la qualità dei suoi lavori. Nel ‘700, senza la protezione di un familiare, le donne artiste sono considerate di facili costumi o comunque soggette a vari pregiudizi.

Marie-Suzanne Giroust nasce nel 1734 a Parigi, dove trascorre tutta la propria vita. È figlia di Berthélemy, gioielliere della corona e di Marie Suzanne Leroy, di famiglia benestante. Rimasta orfana in giovane età, viene adottata da parenti. I beni ereditati dai genitori le permettono di studiare arte, di cui è appassionata, dapprima come allieva di Maurice Quentin de La Tour (specialista nei ritratti a pastello) e poi di Joseph-Marie Vien (considerato il padre del neoclassicismo francese e marito della pittrice Marie-Therese Reboul). Le tecniche pittoriche di Vien influenzano le sue modalità stilistiche, soprattutto per quanto riguarda l’”inquadratura” dei soggetti e l’eleganza formale. Marie-Suzanne diventa pittrice ufficialmente conosciuta dal 1750. Nel 1752 incontra il pittore svedese Alexander Roslin, di cui si innamora e che sposa nel 1759, nonostante l’opposizione dei parenti, ai quali è sgradito perché povero e di religione protestante. Questo amore contrastato si conclude felicemente per l’intervento del conte de Caylus, estimatore di Roslin. La coppia ha sei figli: tre femmine e tre maschi.

La pittrice entra nell’Accademia di Pittura e Scultura nel 1770, ma non ci sono informazioni su di lei riguardo attività all’interno di questa struttura. Espone al Salon, collegato all’Accademia, sicuramente per le indiscutibili doti, ma, considerando il periodo, la spinta del marito, diventato molto famoso, è determinante.

La sua specialità è la pittura a pastello e Roslin la giudica più brava di lui. Il marito le fa parecchi ritratti: molto famoso è quello della “Dama col velo”, esposto a Stoccolma, in cui Marie ha uno sguardo tra il timido e il malizioso e in cui si evidenzia la sua indiscutibile bellezza. Il re di Francia fornisce ai due artisti, che stima molto, un appartamento personale al palazzo del Louvre.

Muore nel 1772, in giovane età (38 anni), come avviene di frequente a quei tempi.

Maestra nell’uso dei pastelli, si specializza nei ritratti, di particolare interesse per l’uso del colore, vibrante di luci e ombre. Molto valente è anche nella miniatura, allora in voga come elemento decorativo. Dal XIV° secolo la miniatura è utilizzata non solo per decorare le lettere iniziali dei manoscritti, ma il termine viene usato per indicare dipinti di forme ridotte, fatti anche per decorare gioielli (v. medaglioni), o piccoli oggetti di pregio (v. tabacchiere ecc.), di gran moda nel ‘700.

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