Arte al femminile (24)

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Sonia_Delaunay,_Rythme,_1938       soniadelaunayswimsuits1928

Sonia Terk Delaunay è una pittrice ucraina, che testimonia come, tra le due guerre, si sviluppino forme artistiche tra loro collegate.

Nasce come Sarah Stern da Elia Stern e Anna Terk a Hradyz’k , uno sperduto villaggio dell’Ucraina, nel 1885. Adottata a cinque anni dal ricco zio materno Henry Terk, studia a San Pietroburgo e viaggia per l’Europa, arrivando anche in Italia, dove ha modo di educare la propria sensibilità nei grandi musei. Nel 1903 si trasferisce in Germania, per seguire un corso di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Karlsruhe, poi va a Parigi, dove frequenta l’ambiente artistico e si lascia influenzare da Gauguin e Van Gogh, orientandosi verso opere figurative. Nel 1908 espone alla Galerie Notre-Dame des Champs, ne sposa il proprietario, Wilhelm Uhde, critico e collezionista. Questa unione le permette di frequentare il meglio dell’ambiente parigino. Conosce Picasso, Braque, Vlaminck. Dopo un paio d’anni divorzia e sposa nel 1910 il pittore Robert Delaunay, da cui ha il figlio Charles. Già orientata verso una pittura di puro colore, fa ricerche sull’effetto dinamico della luce, sulla rifrazione, osservando come modulazioni di colore e di luce diano un aspetto lirico ai dipinti. I ricordi dell’infanzia contadina, dove gli eventi della vita erano scanditi da feste in abiti tradizionali dai colori puri, influenzano le scelte pittoriche. Definisce il colore “pelle di questo nostro mondo”. Aderisce al movimento chiamato orfismo o cubismo orfico, ispirato all’Orfeo della mitologia greca. Applica le proprie intuizioni artistiche anche a carta, tessuti, caratteri di stampa per i libri, arredamento e moda. Nel 1911 nasce la prima opera d’arte applicata astratta: un copriletto realizzato con la tecnica del patchwork, formato da pezzi di stoffa di forme geometriche e colori diversi cuciti insieme in una grande composizione. Allo scoppio della prima guerra mondiale i Delaunay vanno a Madrid, dove Sonia si dedica soprattutto alla creazione di abiti per l’alta società spagnola. Nel suo atelier, chiamato Laboratorio simultaneo, nascono le prime opere di sartoria di stile simultaneo: abiti, sciarpe, borse, cappelli, con disegni geometrici e colori basati sull’effetto ottico prodotto dall’accostamento di tinte tra loro opposte, soprattutto accostando colori complementari. Sua specialità rimane l’arte dell’arazzo e del tessuto, che rinnova completamente, in un tripudio di colore. Soggiorna per un po’ a Zurigo, dove si interessa al Dadaismo e torna a Parigi nel 1921. Nel 1927 scrive “L’influenza della pittura sulla moda”: “La sensibilità diretta dell’occhio fisso sulla natura cerca di riprodurre la moltitudine dei toni elementari la cui giustapposizione dà alla retina la sensazione di un colore unico. Una tinta che sembra uniforme è formata dall’insieme di una miriade di tinte diverse, percepibili solo all’occhio che sa vedere. E’ una visione atmosferica e non sintetica. E’ la scomposizione delle tinte in elementi multipli, presi dai colori del prisma, e quindi formati da elementi di colori puri.”.

Negli anni ’30 riprende le redini della sua pittura, sperimenta e scrive saggi: ogni giovedì riceve artisti esordienti, che cerca di aiutare.

Nel 1941 muore il marito e Sonia si trasferisce a Grasse, nel dipartimento delle Alpi Marittime.

Negli anni ’50 e ’60 espone nelle principali mostre di arte astratta. Muore a Parigi nel 1979 all’età di 94 anni.

Si è sempre parlato di padri dell’astrattismo: nessuno cita mai le madri. Basterebbe riconoscere in Sonia Delaunay la fonte a cui hanno attinto artisti come François Morellet (arte concettuale), Alexander Calder (surrealismo e arte cinetica), Victor Vasarely (Op Art) e Sol Lewitt (minimalismo), per non parlare dello stilista Missoni, che ha creato la propria cifra stilistica dedicando molte collezioni proprio alla Delaunay.

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