Arte al femminile (20)

tumblr_memf3yycRq1r500f1o1_1280   laure179 Marie Laurencin4

Marie Laurencin nasce a Parigi nel 1883 da padre sconosciuto e madre cameriera e ricamatrice, probabilmente al servizio del “padre”. Quest’ultimo, uomo politico importante, deputato dell’Union Republicaine, si assume finanziariamente l’onere dell’istruzione di Marie. Della sua infanzia si sa poco: la madre ha su di lei grandissima influenza, tanto che Marie disegna spesso per lei motivi da trasporre sui tessuti, per guarnire gli abiti. Fa studi eccezionali per una ragazza dell’epoca, iscrivendosi all’Istituto Universitario Alphonse-de-Lamartine. Segue corsi di pittura su porcellana a Sevres e di disegno a Parigi, entra infine all’Accademia Humbert, dove conosce tra gli altri Georges Braque. Marie seduce per l’originalità dei suoi punti di vista e la conversazione brillante. Nel 1907 espone al Salon des Independants. Picasso, nello stesso anno, le fa conoscere Guilaume Apollinaire, con cui instaura un rapporto tumultuoso e passionale, durato sino al 1912. Nel 1912 partecipa all’impresa della Maison Cubista e nel 1913 sette sue opere sono esposte all’Armony Show di New York. Nel 1914 Marie sposa il barone e pittore tedesco Otto von Watjen. Durante la prima guerra mondiale si trasferisce in Spagna, prima a Madrid e poi a Barcellona. Torna a Parigi nel 1920 e occupa presto un posto privilegiato nel cuore della Parigi mondana degli anni venti. Amica di intellettuali diventati poi famosi, come André Gide, Lewis Carroll, per citarne alcuni, viene chiamata da signore dell’alta borghesia per far loro ritratti. Si appassiona anche alla scenografia e compone sfondi per i balletti di Diaghilev e Roland Petit. Fino al tramonto della sua vita continua a reinventare un mondo di sogni, dalla poetica freschezza. Muore a Parigi nel giugno del 1956.

Le sue prime opere sono legate al Rinascimento italiano e francese: disegna a matita un buon numero di autoritratti, quindi si lancia nella pittura ad olio. Attraversa un periodo simbolista segnato dalla produzione d’incisioni ispirate alle poesie erotiche di Pierre Louÿs. Influenzata dagli amici di Picasso, in un primo  tempo è attirata dal cubismo, che adatta alla sua sensibilità: forme geometriche–soprattutto curve– colori scuri illuminati da note pastello, rifiuto della prospettiva attraverso una pittura bidimensionale. Dal 1921 si dedica alla riproduzione dell’universo femminile, rarefatto e sognante, pieno di delicatezza e poesia: giovani donne o donne eleganti, reali o immaginarie, in una decorazione d’esterno, quasi fantasmi pallidi ed evanescenti. Marie utilizza dei veli vaporosi che inquadrano i suoi personaggi e conferiscono alla sua pittura un aspetto sognante  e decorativo. Lo stile della pittura  è semplice: un ovale per il viso, una caratteristica per il naso, gli occhi costituiscono  le sole note di colori vivi sui visi eccessivamente pallidi  e dai toni pastello.

Sono stati soprattutto i giapponesi ad acquistare i quadri di Marie, dopo la sua scomparsa, perché attirati dalla sua elegante semplicità.

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