Un grande romanzo per una grande donna…

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L’amica Gabriella mi ha consigliato questo libro, IL RESTO DI NIENTE, che ho trovato molto interessante. Si tratta di un romanzo storico, scritto da Enzo Striano, in cui viene raccontata la vita di Eleonora de Fonseca Pimentel, poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa, sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799. È la stessa protagonista a raccontare la propria vita, da quando a 11 anni parte da Roma per Napoli con la famiglia: la sua è una famiglia di nobili portoghesi, che hanno una situazione economica resa difficile dalle vicende del tempo. Il romanzo segue tutte le evoluzioni di questa donna dalla personalità complessa e articolata:

  • ragazzina vivace e intelligente, grazie all’aiuto del padre e dello zio Antonio, studia i classici e si interessa di argomenti scientifici. In questo periodo non accetta il proprio fisico, soprattutto il prosperoso seno, e sente con inquietudine che il diventare donna è in contrasto con la sua indole colta.
  • Inizia a frequentare il salotto Serra di Cassano, dove conosce e diventa amica di personaggi come Mario Pagano, Domenico Cirillo, Jerocades ecc. Scrive poesie e diventa poetessa di corte, ma incomincia a vedere l’ipocrisia di questo ambiente, mentre scopre le miserie dei bassi, privi di luce e di aria, in cui si muovono figure miserabili, che lottano per sopravvivere.
  • Costretta per motivi economici a sposare il capitano Pasquale Tria, deve per un po’ rinunciare agli studi, per l’abisso culturale con un uomo di cui cerca di fidarsi, ma che la tradisce e non la rispetta. La morte del figlioletto Francesco la getta in una depressione, da cui si rialza con fatica.
  • La perdita del figlio costituisce un momento di svolta: sul volto appaiono le prime rughe e i capelli incominciano a imbiancarsi, ma Lenor si sente soprattutto invecchiata dentro. Sollecitata dagli amici, riprende a frequentare i salotti letterari. Rimane affascinata dagli ideali di libertà della rivoluzione francese ed entra a far parte di un gruppo filofrancese. Il suo nuovo obiettivo è quello di far cambiare la situazione politica e sociale napoletana, e come tanti altri pensa che uno dei modi possibili sia la rivoluzione, ma quale atteggiamento avrebbe assunto il popolo e con chi si sarebbe schierato, sono le domande che ora si pone più frequentemente. Da quanto ha capito dai suoi pochi contatti con i lazzari e dai discorsi con la cameriera Graziella, gran parte della popolazione si sarebbe schierata con il re e gli ecclesiastici, perché spaventata dal cambiamento che una rivoluzione avrebbe comportato. Successivamente viene arrestata perché sospettata di far parte di un gruppo di giacobini.
  • Liberata dagli amici, mentre Napoli viene conquistata dai francesi aiutati dai giacobini partenopei, viene accolta dalla repubblica nascente come un’eroina. In seguito accetta di dirigere il giornale della repubblica, ” Il Monitore Napoletano “. E’ entusiasta di dirigere un giornale in cui poter esprimere e divulgare le proprie idee di libertà. Con questo giornale la cittadina Eleonora spera di poter coinvolgere il popolo nella difesa della repubblica e di educarlo ai nuovi ideali democratici, ma non riesce nel suo intento, e sarà proprio il popolo che insieme alle truppe regie la catturerà insieme con gli amici e con questi sarà condannata a morte. Sarà impiccata nella pubblica piazza, essendole stata negata una morte più decorosa.

Eleonora è una donna che crede fortemente nella libertà e che vorrebbe essere apprezzata per quello che è veramente. Le dure esperienze della vita la portano a credere che contro il destino non si possa fare niente, “il resto di niente”. Attraverso il suo sguardo attento, entriamo nel vivo di una città di palazzi lussuosi, parchi alberati, ville in contrasto con abitazioni sporche, maleodoranti, dove convivono uomini e animali. Tutto viene descritto nei minimi particolari e i meravigliosi paesaggi napoletani fanno da apparato scenografico, con un mare in cui tutto pare ricomporsi e ripulirsi.

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4 pensieri su “Un grande romanzo per una grande donna…

  1. Mi ritrovo pienamente in questa presentazione del libro e della figura della protagonista. Emerge la solitudine esistenziale che Lenor vive nell’ “incamminarsi per vie ignote”; e quindi il tema della sconfitta, i limiti di un approccio illuministico al problema del cambiamento politico e sociale… Il fatto poi che portatrice ne sia una donna – una donna che vive con profonda coerenza personale il legame pubblico/privato – scardina l’immaginario collettivo. E’ un libro – a mio parere – che dice molto anche all’oggi.
    Nel 2004 la regista napoletana Antonietta De Lillo ha tratto da questo libro il bellissimo film omonimo interpretato da Maria de Madeiros. E’ stato presentato al BFM nel 2014.

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