Arte al femminile (17)

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Varvara Fedorovna Stepanova nasce nel 1894 a Kovno, in Lituania, da una famiglia contadina. Si distingue negli studi, tanto da meritare una medaglia d’oro per il suo profitto al ginnasio.

I primi passi nel mondo dell’arte cominciano nel 1910, quando inizia a frequentare la Scuola di Belle Arti di Kazan, dove conosce Alexander Rodchenko, che diventa maestro e compagno di una vita. Nel 1912, con il suo compagno, si trasferisce a Mosca, dove prosegue la sua formazione: conosce e frequenta Kandinski, Aleksandra Ekster e Liubov Popova. Si appassiona al Futurismo, che considera “poesia visiva”. Dopo la rivoluzione di ottobre cerca di plasmare la sua arte sulla realtà sociale, cercando di renderla accessibile alle masse. Comincia a sperimentare nuovi linguaggi, sino a influenzare nel 1920 il movimento avanguardista russo, reinterpretando in modo personale le tendenze del costruttivismo. Le sue composizioni sono di grande formato, strutturate su composizioni geometriche e hanno lo scopo di infondere una visione positiva della nuova società russa. Dal 1920 al 1925 insegna in una Scuola di Educazione Sociale e dal 1922 comincia a collaborare con alcuni teatri, creando sceneggiature e costumi. Si appassiona anche di fotografia, di illustrazioni di libri, in una specie di frenesia creativa. I suoi soggetti preferiti sono elementi della realtà, lavoratori, industrie, quartieri cittadini. Si distingue anche nel disegnare bellissimi tessuti. Muore a Mosca nel 1954.

Gauguin aveva detto: “Se quel mare tu lo vedi rosso, dipingilo di rosso“, che è un modo di pensare e di agire, dapprima tipico dei Fauves e poi degli Espressionisti, con il quale si voleva sostenere la totale libertà interpretativa dell’artista, cui è concessa la facoltà di trasfigurare la natura secondo la propria immaginazione, fino al punto di non vederla più, questa natura, e di andare alla ricerca delle sue origini più radicali oltre l’apparenza. Su questo filone si inseriscono le sperimentazioni dell’arte russa, che rimane comunque saldamente legata alla tradizione popolare.

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