Arte al femminile (12)

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Berthe Morisot nasce a Bourges, in Francia,nel 1841, da una famiglia benestante e colta. Suo padre, prefetto, si trasferisce a Parigi quando Berthe ha 16 anni. Assieme alle sorelle, Yves ed Edma, segue, per scelta materna, un corso di pittura con il maestro Chocarne, strenuo difensore dello stile neoclassico, che non incontra il gusto delle sorelle. I genitori, notato il suo ingegno, la incoraggiano a proseguire gli studi artistici e accolgono volentieri in casa i suoi amici, tra cui spicca Edgar Degas. Berthe inizia a dipingere copiando i capolavori del Museo del Louvre, dove incontra il pittore Latour, che la presenterà poi a Manet. Viene accolta da Corot nel suo atelier ed è lo stesso Corot che le insegna a dipingere all’aperto. Nel 1864 inizia ad esporre, superando una severa selezione, e continua a presentare i suoi lavori al Salon sino al 1873. Nel frattempo accetta il ruolo di modella di Manet, che la ritrae in 11 opere: pallida, magra, con capelli scuri e magnifiche mani, affascina il pittore, diventando la modella da lui più raffigurata. I genitori realizzano nel giardino di casa un atelier destinato alle figlie, dove Berthe può approfondire le sue ricerche sulla luce e sul colore. Coinvolta nel movimento impressionista, è l’unica donna ad esporre con gli “Artisti anonimi associati” (nome dei primi impressionisti). Le sue opere, acquarelli e pastelli, ottengono apprezzamenti per la poesia e delicatezza, ma anche giudizi negativi. Nel 1874 sposa il fratello di Manet, Eugene, dal quale ha una figlia, Julie, che diventa uno dei suoi modelli preferiti. Continua a partecipare alle mostre impressioniste, finanziandole e contribuendo alla selezione degli artisti. Rimasta vedova nel 1892, allestisce la prima mostra personale: in seguito espone anche negli Stati Uniti. Diventata elemento di spicco del movimento impressionista, la sua casa è luogo d’incontro di musicisti, pittori e letterati. Nel 1895 viene stroncata da una polmonite a soli 54 anni: prima di morire affida la figlia a Mallarmè e regala i suoi lavori agli amici.

I temi della sua pittura sono figure femminili, bambini e scene familiari. Prediligeva il bianco, che le serviva per un effetto di luminosità e trasparenza. Dovette lottare contro i pregiudizi del tempo, per cui la professione di pittrice era considerata disdicevole per una donna e che le rendevano problematico dipingere all’aperto o in luoghi pubblici: dovette ripiegare su scene domestiche e interni.

Le difficoltà che dovette affrontare la talentuosa pittrice, nell’epoca in cui visse, sono riassunte perfettamente da Manet, suo grande amico, in questa frase: “Le signorine Morisot sono affascinanti. Peccato non siano degli uomini.”

La peculiarità di Berthe Morisot fu di vivere la sua pittura e di dipingere la sua vita”: così scrisse il poeta francese Paul Valery.

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