Arte al femminile (9)

Marie-Guillemine_Benoist    marie-guillemine_benoist_-_portrait_dune_negresse

Marie-Guillemine Benoist, pittrice francese a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, figlia di un funzionario, nasce a Parigi nel 1768. Viene avviata sin da piccola alla pittura, viste le sue doti precoci e si forma con Elisabeth Vigèe-Le Brun. Insieme alla sorella, Marie Elisabeth, entra nell’atelier del famoso pittore neoclassico Jacques-Louis David nel 1786. Espone per la prima volta al Salon nel 1791 con una tela di soggetto mitologico. Dimostra una personalità indipendente e manifesta nei quadri le convinzioni femministe, mettendo in rilievo le qualità e il coraggio delle donne del passato. Nel 1793 sposa il banchiere Benoist d’Angers. Durante la Rivoluzione abbandona ogni attività e si nasconde per sfuggire alla ghigliottina, insieme al marito, aristocratico e realista. Ripresa la pittura nel periodo napoleonico e abbandonati i soggetti classici, si allontana dall’influsso di David, per una pittura attenta ai fatti storici della sua epoca. Rimane famoso il suo ritratto di negra, considerato un manifesto contro lo schiavismo. Siamo nella primavera del 1800 e tutti si aspettano dalla pittrice ritratti femminili, dame eleganti o scene con mamme e bambini paffuti, invece la Benoist presenta il ritratto di una giovane donna negra, vista di tre quarti, seduta su una sedia rivestita di tessuto blu riccamente drappeggiato, in una posa riservata ai ritratti delle dame d’alta società. La ragazza indossa una tunica di foggia classica, con una sottile cintura rossa: lo sfondo è spoglio, il tono austero, gli accessori ridotti al minimo. Il ritratto fa scandalo perché fino ad allora i neri erano rappresentati come paggi o servitori, per dare un tocco esotico ai ritratti dei loro proprietari, oppure erano raffigurati come schiavi in catene. Non c’è da stupirsi che qualcuno lo trovi inaccettabile. I più colti e tradizionalisti rimproverano alla pittrice di aver scelto un soggetto che contravviene alle più elementari regole accademiche.

Le sujet noir et la couleur noire est un exercice rebelle a l’art de la peinture, Il soggetto nero e il colore nero è un esercizio contrario all’arte della pittura“: citano a memoria. E lei, invece, ha messo in evidenza proprio il colore della pelle, giocando sul contrasto tra il nero e il bianco immacolato della veste. Pare che la modella sia una domestica al servizio della famiglia, portata in Francia dalla Guadalupe. Una domestica però e non una schiava, perché la schiavitù è stata abolita sei anni prima con una legge lungamente contestata dai proprietari delle piantagioni oltremare. I neri sono comunque comunemente considerati esseri inferiori. Il dipinto, malgrado qualche aspro giudizio negativo, è un trionfo.

Il quadro viene acquistato dallo Stato francese nel 1818. Bonaparte la stima, tanto da commissionarle un ritratto poi esposto a Gand. La Benoist ritrae anche Elisa Bonaparte e Paolina Bonaparte. Nell’esposizione del Salon del 1804 riceve una medaglia d’oro e il diritto ad una pensione governativa, per meriti artistici. In questo periodo apre uno studio riservato alle donne. Con la Restaurazione il marito è nominato membro del Consiglio di Stato e la pittrice rinuncia alla pittura, perché giudicata poco consona al suo ruolo. Marie Guillemine viene riassorbita dal conformismo dell’alta società e supporta in marito nella carriera politica. Muore nel 1826.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...