Arte al femminile (2)

ImmagineSofonisba Anguissola è stata una pittrice di straordinario talento, tanto da vincere i pregiudizi del suo tempo nei confronti delle donne artiste. Coma la più celebre “Tintoretta”, anche lei amava il genere del ritratto, che rinnovò, in quanto cercava di riportare sulla tela anche le caratteristiche psicologiche di chi ritraeva. Seguendo le caratteristiche dello stile del tempo, voleva rappresentare anche aspetti della vita quotidiana. La sua “Partita a scacchi” del 1555 è considerata una delle prime rappresentazioni di vita quotidiana nella pittura italiana del tempo.

Sofonisba nacque a Cremona nel 1527, primogenita di 6 sorelle, tutte pittrici. La sua era una famiglia aristocratica di condizioni economiche modeste. Orfana di madre in tenera età, ebbe la fortuna di avere un padre aperto e sensibile, che si preoccupò di dare alle figlie una buona cultura umanistica e sostenne sempre l’attività artistica della figlia, intrattenendo relazioni con potenziali committenti e con artisti che potessero farle da guida. Sofonisba e la sorella Elena rimasero 4 anni presso la bottega del pittore cremonese Bernardino Campi, per poi passare in quella del pittore Gatti. Trasmise le sue conoscenze alle altre sorelle e divenne un modello per altre donne: in quegli anni pare che fossero attive in Italia una quarantina di artiste.

Nel 1559 venne chiamata alla corte del re di Spagna, Filippo II, per istruire l’infanta. Rimase alla corte di Spagna per 10 anni, sino alla morte della regina. Il re combinò per lei un sontuoso matrimonio con un nobile siciliano, che Sofonisba seguì in Sicilia, dove iniziò a lavorare presso la corte palermitana.

Rimasta vedova, si risposò e si trasferì a Genova, dove iniziò a specializzarsi in soggetti religiosi.

Sofonisba continuò a dipingere sino alla fine della sua lunga vita: era quasi cieca quando morì nel 1625 a Palermo, dove era ritornata in età avanzata.

Il pittore fiammingo Van Dyck aveva voluto conoscerla e ne aveva abbozzato un ritratto e così scriveva:

“ l’età di essa 96 havendo ancora la memoria et il servello prontissimo, cortesissima, et sebene per la vacciaia la mancava la vista, ebbe con tutto ciò gusto de mettere gli quadri avanti ad essa et con grande atenta mettendo il naso sopra il quadro, venne a discernere qualche poca et piglio gran piacere ancora in quel modo, facendo il ritratto de essa, mi diede diversi advertimenti non dovendo pigliar il lume troppo alto, accio che le ombre nelle rughe della vecciaia non diventassero troppo grande et molti altri buoni discorsi come ancora conto parte della vita di essa per la quale se conobbe che era pittora de natura et miracolosa et la pena pagiore che ebbe era per mancamento di vista non poter più dipingere. Lamano era ancora ferma senza tremula nessuna..”

 

Il 16 novembre 1625, la grande artista venne sepolta nella chiesa di S. Giorgio. Non c’è più traccia della sua tomba, ma è rimasta una lapide posta nel centenario della sua nascita. La lapide descrive perfettamente Sofonisba :

“posta tra le donne illustri del modo per la bellezza straordinarie doti di natura, e tanto insigne nel ritrarre le immagini umane che nessuno del suo tempo potè esserle pari…”

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