Arte al femminile

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Le donne artiste rimangono per secoli invisibili fra le mura di casa o di un convento, dedite ad arti considerate minori come il ricamo, la tessitura, la miniatura. Nel Medioevo non possono fare alcun tipo di apprendistato nelle botteghe d’arte o artigiane. Fino al ‘500 viene ignorata ogni loro aspirazione artistica, poi incomincia qualche donna a dedicarsi attivamente alle cosiddette arti maggiori, in gran parte all’ombra di qualche artista famoso.

Un’artista versatile e completa è stata la veneziana Marietta Robusti, detta “la Tintoretta”. Figlia primogenita e illegittima del famoso Jacopo Robusti (il Tintoretto), nasce nel 1554 o 1560, da una relazione precedente il matrimonio con Faustina. É amata dal padre, che la porta con sé in bottega, facendola vestire da maschietto (così almeno si dice), per insegnarle l’arte di dipingere e disegnare, facendola diventare sua assistente. É anche valente musicista sia vocale che strumentale. Diventa una brava ritrattista e soprattutto tra le nobildonne veneziane va di moda posare per la “Tintoretta”. Il padre la fa sposare molto giovane, pensando di sistemarla, in modo che possa continuare la sua arte. Perde un figlio e non riesce più a riprendersi dal dolore. Muore a soli 30 anni, a Mantova. Si narra che il padre abbia voluto dipingerla nel letto di morte.

Le attribuzioni della sua produzione artistica sono incerte, ma sicuramente suo è l’autoritratto esposto agli Uffizi di Firenze.

Melania Mazzucco parla di lei nel romanzo “La lunga attesa dell’angelo”, in cui racconta la vita del Tintoretto, una vita narrata da lui stesso, immobile a letto nei suoi ultimi 15 giorni di febbre e di insonnia (tra il 17 e il 31 maggio 1594): una specie di lunga confessione al Signore, invocato di frequente.

Marietta è vissuta nel mito del padre, maestro di pittura e di vita, al cui amore sacrifica la propria esistenza: il Tintoretto le sceglie il marito, le passioni, la casa in cui abitare e il luogo in cui morire.

Nel famoso autoritratto Marietta si raffigura insieme a uno strumento musicale, la spinetta, una specie di piccolo pianoforte dell’epoca, per farci capire l’amore per la musica, unito a quello della pittura.

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