Grandi donne

Immagine              Immagine

Franca Rame nasce in una famiglia di antiche tradizioni teatrali, legate al teatro dei burattini e delle marionette: il padre Domenico è un attore e la madre, Emilia Baldini, maestra, diventa attrice per amore e per doti naturali. Debutta nel teatro appena nata: impiegata nei ruoli di infante. Nel 1950, assieme a una sorella, entra nella rivista, scritturata dalla compagnia di prosa di Tino Scotti per lo spettacolo Ghe pensi mi di Marcello Marchesi, in scena a Milano. Si fa notare per la bravura e la grande bellezza. Il 24 giugno 1954 sposa l’attore Dario Fo e dall’unione nasce il figlio Jacopo. Nel 1958, insieme al marito, fonda la Compagnia Dario Fo-Franca Rame (Fo è il regista e il drammaturgo del gruppo, Franca Rame la prima attrice e l’amministratrice) che, negli anni seguenti, avrebbe ottenuto grandissimo successo nel circuito dei teatri cittadini istituzionali. Presenta, insieme a Dario Fo, l’edizione del 1962 di Canzonissima. La RAI sottrae la conduzione del programma, perché non accetta i riferimenti socio-politici presenti in alcune scene. La pietra dello scandalo: uno sketch su un costruttore edile che si rifiuta di dotare di misure di sicurezza la propria azienda. La satira, sebbene espressa con battute semplici ed ironiche, fa emergere con evidenza la drammaticità delle condizioni lavorative nell’edilizia (e, per estensione, in altri settori di manovalanza italiana) provocando proteste e polemiche. A seguito di interrogazioni parlamentari e di accesi dibattiti sulla stampa dell’epoca, Fo e Rame sono costretti a lasciare la trasmissione. Nel 1968 fonda col marito il collettivo Nuova Scena, dal quale si separa per divergenze politico-ideologiche: ciò porta alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto La Comune (impegnato come Nuova Scena nei circoli Arci e nei luoghi non deputati per lo spettacolo dal vivo, come le case del popolo, le fabbriche e le scuole occupate) con cui interpreta spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. A partire dagli anni settanta partecipa al movimento femminista: inizia a interpretare testi di propria composizione come Tutta casa, letto e chiesa, Grasso è bello!, La madre. Nel 1973 è vittima di una violenza di gruppo: la vicenda viene ricordata a distanza di tempo nell’opera Lo stupro, del 1981. Il procedimento penale si conclude solo nel febbraio 1998, comportando la prescrizione del reato. Un esponente dell’estrema destra milanese dichiarò in quell’anno che lo stupro fu “ispirato” da alcuni ufficiali della Divisione Pastrengo dei Carabinieri. Il generale dei Carabinieri, riguardo questa vicenda, affermò che “un crimine del genere non nasce a livello locale“, suggerendo dunque che dietro l’avvenimento ci fosse “una volontà molto superiore“… Nelle elezioni politiche del 2006 si candida capolista al Senato in alcune regioni. Lascia il Senato nel 2008, dichiarando che le «istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato»..Nel 2009 scrive assieme al marito Dario Fo la sua autobiografia intitolata Una vita all’improvvisa. Tra dicembre 2011 e marzo 2012 con il marito si dedica nuovamente al teatro. Muore il 29 maggio 2013.

Raccontare un po’ la biografia di questa grande donna non rende pienamente l’idea di quanto sia stata intensa la sua vita, di quanti fossero i suoi interessi, dell’enorme impegno in vari campi del sociale.

“Una vita all’improvvisa” è un libro pieno di aneddoti divertenti, di osservazioni interessanti, di fatti, di persone. Molto bella la parte iniziale, in cui descrive la vita degli attori girovaghi e delle compagnie di giro del secondo dopoguerra: ricordi di famiglia ironici e teneri, nei continui spostamenti sulla “Balorda”, la corriera un po’ malandata che li portava nei vari paesi. A tre anni si sente dire: “È ora che Franca cominci a recitare, oramai è grande” e inizia ufficialmente la carriera artistica e la vita piena di momenti belli e brutti, di successi in palcoscenico, di sorprese, di passioni. “All’improvvisa” era definito il teatro che facevano i suoi familiari da molte generazioni, perché non esisteva un copione cui riferirsi. Il libro è un racconto dettato, più che scritto, che segue delle scansioni quasi teatrali, poiché è tratto in parte dai racconti che la stessa Rame (e in parte Dario Fo) hanno fatto tante volte in palcoscenico: si alternano alla storia i bei disegni di Dario Fo. Questa autobiografia è una grande lezione di vita!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...