In questi giorni ho letto due romanzi, che si possono definire “ricreativi”, non impegnativi, ma piacevoli. Il primo è datato ed è stato il romanzo d’esordio di una scrittrice americana, il secondo è attuale, romanzo anche questo d’esordio, di una giovane italiana.

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Anne Tolstoi Wallach, autrice di “Domina”, è l’unica figlia di un medico di origine russa e di Anne Tolstoi (nessuna parentela con il celebre Lev), è cresciuta a Manhattan, ha frequentato la Ritzy Dalton School e si è laureata a Radcliffe nel 1949. Alla Harvard Crimson ha incontrato il primo marito da cui ha divorziato nel 1972. Il suo attuale marito, Richard W. Wallach è giudice dello Stato di New York. “Ho passato la mia vita di collegio inviando poesie per il The New Yorker.” dirà in un’ intervista “Avevo un armadio tappezzato di manoscritti rifiutati.”
Nel 1950, appena arrivata in un ufficio di Madison Avenue, Anne Tolstoi Wallach impara presto che il vero potere difficilmente l’hanno le donne. “Ho iniziato in un’agenzia dove uomini e donne erano separati, e per 20 anni ho lavorato in una situazione di assoluta disparità”, dice della sua carriera.
All’età di 52 anni era pronta per la scalata al vertice per diventare supervisore VP creativo alla Grey Advertising, la nona agenzia più grande degli USA. Vertici che le sono stati preclusi dal sistema “maschilista” dell’epoca.
La sua vita in quegli anni era divisa tra lavoro e casa, 8 ore in ufficio poi a casa con 3 figli. Nei primi anni ’70 ha diretto una campagna pubblicitaria per le pratiche di occupazione per le pari opportunità. Brillante copy-writer e pubblicitaria.

“Domina” è ambientato nel mondo in cui la Wallach ha lavorato per anni. La protagonista, indipendente, ricca, famosa è un’apprezzata copywriter, che non riesce ad ottenere i riconoscimenti che vorrebbe. Ovviamente arriva un amore che le sconvolge la vita e mette in discussione tutto quello che ha faticosamente costruito, famiglia compresa…

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Di Federica Speranza, autrice di “L’assaggio” si hanno scarne notizie. È nata a Milano nel 1979. Ama viaggiare e guida una moto con cui fugge dalla città appena può. Anche la protagonista del romanzo è una motociclista appassionata. L’inizio del racconto prende avvio appunto da una situazione collegata ad una moto di grossa cilindrata. Sara incontra Roberto, giovane avvocato, in un momento delicato della sua vita, essendo uscita da una storia che l’ha fortemente coinvolta. Si alternano frequenti flashback con eventi recenti. Tutto sembra abbastanza banale, ma si scoprono dolorosi collegamenti tra i due uomini cui è collegata la vita di Sara…

La scrittrice in un’intervista ha detto che trattasi di un libro nato da un sogno, un sogno ricorrente, che si è quietato nel momento in cui è stato trascritto.

Storia particolare.

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