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Sono una lettrice onnivora piuttosto disordinata, per cui passo da romanzi più recenti a racconti del passato, spinta dalla curiosità. Presento libri “al femminile”, perché è l’impostazione che ho scelto per il blog, ma ci sono molti scrittori-maschi che apprezzo.

La Mazzucco è una delle scrittrici che preferisco: ha uno stile particolare, che unisce realismo a momenti onirici, con una notevole capacità di scrittura.

Figlia di uno scrittore, Roberto Mazzucco, da ragazza alterna la passione per lo sport (è ginnasta e pallavolista) con quella per il teatro. Studi classici, Laurea in Lettere Moderne, si diploma in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale Cinematografico di Roma. Collabora per anni alla sezione Letteratura e Spettacolo dell’Enciclopedia Treccani. Pubblica il primo romanzo nel 1996. Alterna l’attività di scrittrice con quella di autrice di radiodrammi, collaborazioni a riviste e giornali ecc. Ha vinto il premio Strega nel 2003 e numerosi sono i riconoscimenti ufficiali sia in Italia che all’estero. Nell’aprile 2014 il suo romanzo “Sei come sei” viene letto da due professori in un liceo di Roma e scoppia uno scandalo, in quanto in alcune pagine si parla di un amore omosessuale. Due associazioni presentano esposto in procura contro gli insegnanti e il contenzioso è ancora aperto.

Molto favorevoli i giudizi nei suoi confronti da parte della stampa estera:

  • Nessuna battaglia è persa finché ci sono ancora libri come quelli che scrive Melania Mazzucco. -El País

  • Vita è un romanzo formidabile che ti fa fermare a riflettere e porre delle domande, e questo è proprio ciò che fa la grande letteratura. – Publishers Weekly

  • Melania Mazzucco racconta con forza epica e grande leggerezza, disegnando eventi e personaggi con precisione, ironia e una sottile partecipazione emotiva. – Süddeutsche Zeitung

  • Mazzucco, con uno stile magistrale, riesce a suscitare l´interesse del lettore con ognuna delle sue parole, e a dare forma a un´intera realtà, caotica, sfuggente, sconosciuta. – El Mundo

“Il bacio della Medusa” è stato scritto a poco più di vent’anni ed è il romanzo d’esordio della Mazzucco. È la ricostruzione di una cronaca giudiziaria datata, da cui la scrittrice ha preso spunto, arricchendola di elementi di fantasia. Siamo nei primi anni del Novecento e Norma, bionda, fragile, annoiata contessa, dopo dieci anni di matrimonio e quattro figli, s’invaghisce della bruna, giovanissima e selvatica Madlin, detta Medusa, che nel passato è stata vittima di soprusi ed abusi di ogni tipo. Storia tenerissima tra due donne tanto diverse eppure desiderose delle stesse cose: affetti sinceri e complicità. Le due donne verranno separate dallo scandalo generale e dalla vendetta del marito di Norma, che fa rinchiudere la moglie in manicomio…

Magistrale la caratterizzazione dei personaggi, la cui anima viene sviscerata e resa parlante, attraverso l’utilizzo di dissertazioni dal sapore filosofico, che spaziano dal ricordo concreto al vaneggiamento, densi di pathos e adeguati ai momenti di paura e disperazione degli attori in scena.

“Vita”, vincitore del premio Strega nel 2003, è la ricostruzione romanzata della vicenda del nonno della scrittrice, Diamante Mazzucco e di Vita, vent’anni in due, i quali emigrano in America nel 1903, per scappare dalla povertà di Tufo del Minturno, nel Garigliano. Il libro è quasi interamente ambientato nel 1903, a parte alcuni capitoli relativi al secondo dopoguerra e a un capitolo che si sviluppa durante la seconda guerra mondiale. La storia inizia con lo sbarco ad Ellis Island di Diamante e Vita il 12 aprile 1903. Dopo varie vicissitudini Vita raggiunge il padre Agnello (che è stato il primo abitante di Tufo a trasferirsi a New York) e il fratello Nicola detto Coca-Cola i quali vivono in una modesta pensione a Prince Street (quartiere abitato da italiani). All’inizio del romanzo Diamante che ha 12 anni si mantiene facendo lo strillone e Vita che ha 9 anni aiuta la nuova compagna dello zio Agnello, Lena, a gestire la pensione dove vivono altri ragazzi. I due protagonisti iniziano a volersi bene fin dall’inizio, ma le vicende della vita li porteranno a separarsi diverse volte, principalmente a causa dei lavori di Diamante che passerà diversi anni a costruire le ferrovie americane. Il romanzo descrive molto bene le misere condizioni degli italiani che approdavano a New York all’inizio del XX secolo per essere sfruttati nelle costruzioni delle grandi opere pubbliche americane, ma che purtroppo si distinguevano anche per attività criminose gestite dalla fantomatica Mano Nera. La trama è fitta, popolata da personaggi realmente esistiti. È un romanzo insieme romantico e austero, privo di abbellimenti superflui.

Sonetto di E.Lazarus, inciso sul piedistallo della Statua della Libertà:
“Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa con le silenti labbra – Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata”.

Vale la pena leggerli!

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