Ancora donne in viaggio…

ImmagineNella mia ricerca di romanzi al femminile, ho incontrato questa straordinaria esploratrice francese, Alexandra David-Neel (1868-1969), che ha raccontato i propri viaggi con uno stile asciutto e avvincente. Donna intraprendente ed avventurosa, manifesta sin da bambina la voglia di fuga, di viaggi, di evasioni dalla realtà cosiddetta normale. Inizia giovanissima a girare da sola per l’Europa (Olanda, Inghilterra, Italia, Spagna). Studia discipline iniziatiche ed esoteriche. S’interessa al Buddismo, all’Induismo e alle tradizioni misteriche dell’Oriente. Giunge persino in India, in modo avventuroso, affascinata da quel paese straordinario. Dotata di fascino e grande curiosità intellettuale, si dimostra brava musicista e cantante talentuosa, così da iniziare una vera e propria carriera artistica. Si stabilisce a Tunisi, dove ben presto diventa direttrice del teatro della città. A Tunisi conosce il futuro marito, Philip Neel, che la supporta nell’intensa attività di scrittrice, articolista e saggista. La vita matrimoniale però le sta stretta, per cui va un po’ in depressione. Nel 1911 decide di riprendere la vita nomade e parte alla volta della Cina, del Giappone, dell’India e del Nepal. Incontra personaggi straordinari, come il Dalai Lama, l’ eremita di Lachen, presso il quale vive un apprendistato magico-dottrinale, con il nome “Lampada di saggezza”, e Yongden, un giovane che decide di adottare.

Si mette a studiare il sanscrito e approfondisce la filosofia massonica. Nel 1924 entra a Lhasa, travestita da pellegrina.

Tornata in Francia nel 1925, si separa dal marito e pubblica numerosi resoconti di viaggio.

Si trasferisce in Provenza dove rimane sino al 1937, poi parte per la Cina, dove rimane 10 anni. Torna quindi in Francia, dove rimane sino alla morte in tarda età (101 anni!).

La sua vita è da sola un grande romanzo!

Il suo motto era “La vita è un lungo desiderio di viaggio”

Il romanzo “Antico Tibet nuova Cina” è il resoconto del viaggio intrapreso tra il 1937 e il 1946 lungo la frontiera sino-tibetana, lungo cammini spesso inesplorati, in luoghi ancora sconosciuti e misteriosi per gli occidentali. Con un effetto quasi teatrale appaiono i più diversi personaggi e la Neel emerge, bella, statuaria, imperturbabile anche nelle situazioni più complicate. Si entra nella vita quotidiana di popolazioni lontane, presentata con rispetto e comprensione.

 

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