Gialli al femminile

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Graziella Canapei è una giovane scrittrice della provincia di Vicenza, che ama cimentarsi in un genere abbastanza complesso (il “giallo”), perché tanti gli esempi illustri e perché il gusto dei lettori si è molto affinato in proposito.

Il primo è un romanzo giallo, che parte dal ritrovamento casuale di un cadavere da parte di un guardiacaccia. Siamo su un passo di montagna, il passo Zovo, a dicembre: c’è neve dappertutto e non sembra sia mai passato qualcuno da quelle parti. Il fatto sconvolgente è che il ragazzo, la vittima, è stato ucciso in modo atroce e sembra essere stato oggetto di un rituale macabro. Entra in gioco il capitano del locale comando dei Carabinieri, Lorenzo Guidi, che chiede aiuto ad un esperto di riti antichi…

La narrazione è avvincente, ma sono rimasta un po’ perplessa per il contrasto tra l’atrocità dell’omicidio e quello che poi si rivela il movente dello stesso.

Il secondo è un altro giallo, ma di tipo narrativo-psicologico ed è ambientato in un carcere femminile. Rosa deve scontare una lunga pena in carcere per l’omicidio del marito. Dal suo passato oscuro e tormentato è derivata una personalità borderline: questo equilibrio psicologicamente precario le permette di avere una notevole acutezza e un’attenzione verso le cose più sviluppata rispetto alla sue compagne detenute. Durante la reclusione, a causa di un incidente, Rosa perde la parola e questo silenzio fa sì che le altre detenute la cerchino per confidarsi, chiedere consigli e raccontare le loro verità e i loro drammi. La donna, per recuperare un po’ di tranquillità, si rifugia spesso in una panchina nascosta, dove nessuno può vederla e lì scrive ciò che le viene detto. Qualcosa cambierà nel momento in cui nel carcere avviene un suicidio e la psichiatra del carcere, Megghy, dovrà indagare…

Questo secondo romanzo è originale, soprattutto per le modalità adottate da Rosa per comunicare, nonostante il suo mutismo. Inizialmente un po’ cupo, diventa più animato nella seconda parte. Un po’ frettolosa la fine, abbastanza scontata.

La Canapei è davvero brava nel descrivere gli ambienti e nel rappresentare le personalità dei protagonisti.

 

 

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4 pensieri su “Gialli al femminile

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