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 Profumo di bucato, di quello fatto a mano, con il blocco di sapone pastoso e l’asse di legno: lavanda o alloro negli armadi, per conservare la freschezza. E poi finestre spalancate, i vetri prima offuscati e poi fatti brillare con acqua e ammoniaca, usando vecchi quotidiani al posto del panno. La casa rimaneva per aria per giorni, quasi ci fossero i preparativi per un trasloco, dopo l’immobilità invernale. Poi i capelli tagliati e sistemati dal parrucchiere, con la lacca collosa e la cotonatura. Vestiti rimessi a nuovo con qualche aggiunta particolare….

Luoghi comuni nelle immagini dei libri di scuola: fiori di pesco, pulcini gialli tra uova colorate, voli di rondini, viole e primule nei prati rigorosamente verdissimi…

Finestra spalancata

aperta all’azzurro

volo di lenzuola

giochi col vento.

Chiara fraganza

nella stanza

Il vaso cattura

profumo di pesco

Serietà di gesti

in cerimonie colorate

Grida e corse

come voli di rondini

tracciati su pagine bianche

come abiti in festa.

 

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Questo è il primo romanzo di Sara Aldegheri, una giovane scrittrice di Verona. Per chi ha letto Jane Austen o le sorelle Bronte, è un ritorno alle atmosfere dei loro romanzi. La protagonista, pur vivendo nel XVIII secolo, è anticonformista e crede che per lei siano importanti tre valori: libertà, indipendenza e amore ( che ovviamente non manca mai…).Jane (la protagonista) rimane sino alla fine fedele a se stessa…

Distanze

ImmagineLontani i ricordi

lontane le ansie

lontane melanconie

tiepida attesa

qualcosa di nuovo

aspetto

ferma, disincantata

aspetto

sento sempre di

essere sulla soglia

della vita.

 

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“Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. essa è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a parlare di sè…”(M.Cunningham)

” Tutti soffrono all’idea di scomparire senza essere stati visti nè uditi in un universo indifferente e per questo vogliono, finchè sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole…”(M.Kundera)

“Passare dalla matita alla penna era un traguardo…gli scritti sembravano più importanti, rimanevano chiari sulla pagina, più evidenti, le parole si imprimevano sullo sfondo bianco e iniziavano ad avere tempi lunghi di senso…”

Ricordare è dissodare un terreno e ritrovare il senso di quello che siamo…

 

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Mi è piaciuta la capacità della Marchesini di farti rivivere situazioni legate ai suoi ricordi d’infanzia con una vivacità e una capacità descrittiva tali da farti entrare con lei nelle situazioni più disparate. La scrittura è molto curata, ma nello stesso tempo agevole. Ho letto questo libro in poco tempo, divertendomi, ma anche cogliendo gli attimi più pensosi. La protagonista è una bambina simpatica, curiosa, che ogni tanto si rifugia in un terrazzino da cui guarda il mondo, cogliendo la singolarità anche degli elementi apparentemente insignificanti.

Il pozzo…

Il pozzo

“Le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lascirsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla…”(Natalia Ginzburg)

“Io credo che questi pozzi siano la nostra forza, poichè ogni volta che cadiamo nel pozzo, noi scendiamo alle più profonde radici del nostro essere umano e, nel riaffiorare portiamo con noi esperienze tali che ci permettono di comprendere tutto quello che chi non cade nel pozzo…non comprenderà mai.” (Alba de Cespedes)

Mi è piaciuta molto la teoria del pozzo, anche se un po’ inquietante…comunque è in fondo ad un pozzo che c’è (o almeno c’era…) acqua fresca e limpida, come la parte spontanea del nostro essere: intorno al pozzo le donne si trovavano a chiacchierare e socializzare.

Un libro nato dalla passione per la condivisione di ricordi

Immagine– Una giovane donna conduce un laboratorio di scrittura e quattro donne anziane lo frequentano. Nasce così il testo di Adriana Lorenzi, una costruzione polifonica: alla voce e alle riflessioni della giovane conduttrice: “Quando la vita sta più alle proprie spalle che davanti agli occhi, cosa c’è di meglio che ricordare?”, si alternano le voci di quattro signore già avanti con gli anni, donne che hanno il coraggio di scrivere sui propri vissuti spesso conservati in un passato taciuto.Un libro forte e allo stesso tempo delicato, fatto di confidenze difficili da condividere, di vecchi ricordi che si mantengono freschi perché la loro freschezza non è data dalla prossimità nel tempo, ma dall’intensità con cui continuano nella psiche. Secondo l’autrice “le parole attirano altre parole” e le idee attirano altre idee, la sensibilità presente in un testo incrementa la sensibilità di chi legge. Questo è un libro sull’amore per le parole, sull’importanza dello scrivere per mantenerci umani, fedeli ai valori che ci appartengono.Il libro di Adriana Lorenzi è un invito alla lettura silenziosa, alla scoperta delle emozioni nascoste dai rumori quotidiani.- (commento di Christina de Calda Brito)